Casa d’Italia di Montréal | Si dimette la Presidente Angela Minicucci

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Montréal – La notizia era nell’aria, ora è ufficiale: lunedì 11 settembre la Presidente Angela Minicucci ha rassegnato le dimissioni da Presidente del Centro culturale della Piccola Italia-Casa d’Italia. Eletta per la prima volta circa 6 anni fa e riconfermata per 3 mandati consecutivi (si vota ogni 2 anni), la Minicucci ha deciso di farsi da parte. Con lei hanno lasciato il consiglio di amministrazione altri 6 membri (che, insieme alla stessa Minicucci, formavano il bord dei direttori, una sorta di comitato esecutivo): Joyce Pillarella, Michael Marsilio, Tony Spano (tesoriere), Tony Minicucci (segretario), Alda Viero ed Egidio Vincelli. Il vicepresidente John Marcovecchio, dal canto suo, dovrebbe restare in carica fino alla prossima assemblea annuale dei soci (220 in tutto). A guidare la Casa d’Italia saranno i componenti del cda (rappresentanti della Corporazione ‘Casa d’Italia’) che sono rimasti al loro posto: Gino Beretta nel ruolo di presidente, John Marcovecchio confermato vicepresidente, Perry Mazzanti secondo vicepresidente, Antonio Discepola come segretario, Vincenzo Belmonte come tesoriere, Sabino Grassi come copresidente della campagna di raccolta fondi e Joe Frattino (Ordine Figli D’Italia) in qualità di membro. “Con la fine del progetto Unitas, che per noi costituiva il futuro stesso della Casa d’Italia – ci ha detto Angela Minucucci – sono venute a mancare le garanzie per il sostegno finanziario e quindi la nostra strategia per ripianare il debito che espone la Casa al sequestro giudiziario: a questo punto non c’erano più le condizioni per andare avanti”. Dal canto loro, chi è rimasto guarda già al futuro: “In questo momento – ci ha detto il giudice Discepola – la Casa d’Italia versa in una situazione finanziaria molto delicata che richiede la collaborazione di tutta la Comunità, chiamata a prendersi le proprie responsabilità. Per questo motivo, a breve sarà lanciata una raccolta fondi sotto il nome SOS Casa d’Italia”.

Al di là delle difficoltà contingenti, noi naturalmente auspichiamo che si trovi la soluzione migliore per preservare il simbolo storico più originale e autentico dell’orgoglio italo-montrealese. (V.G)

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