Casa d’Italia in pericolo

Se non saranno risanate le finanze, a ottobre l’edificio costruito nel 1936 rischia la confisca

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Montréal – Un fulmine a ciel sereno! Apprendiamo, con sorpresa e preoccupazione, che la Casa d’Italia, monumento storico-simbolo dell’orgoglio tricolore a Montréal, nonché bene artistico-architettonico del patrimonio canadese, rischia di finire all’asta. Se non saranno ripianati i debiti, a ottobre (fra soli 3 mesi!) l’istituto finanziario detentore dell’ipoteca procederà al sequestro ed alla conseguente vendita all’asta. Una notizia triste per la Comunità, che purtroppo ci è stata confermata dai diretti interessati (i vertici della Casa d’Italia e dell’Istituto finanziario in questione), che abbiamo contattato telefonicamente, oltre ad essere ormai di pubblico dominio presso il Palazzo di Giustizia di Montréal. Prima di intraprendere le azioni legali, l’istituto finanziario avrebbe ritardato a più riprese la riscossione dei pagamenti dovuti, concedendo più tempo alla Casa per risanare la propria posizione. Al netto della vertenza giuridica, di cui però cercheremo di ottenere le carte per vederci chiaro ed informare tempestivamente la Comunità, la Casa d’Italia rappresenta la memoria storica di questa Comunità ed è fondamentale che continui a preservare la nostra identità, il nostro senso di appartenenza, la nostra storia e la nostra cultura. Come ha dichiarato in diverse occasioni il Direttore dell’Istituto di Cultura di Montréal, Francesco D’Arelli: “Il Colosseo sta a Roma come la Casa d’Italia sta a Montréal”. E noi al nostro Colosseo non possiamo, e non dobbiamo, rinunciarci. La Casa d’Italia ha accolto generazioni di immigrati e ancora oggi, dopo i recenti lavori di ingrandimento, con i suoi archivi, la sua biblioteca e la sala espositiva condivide e tramanda i nostri valori, le nostre tradizioni, i nostri usi e costumi, vegliando su di noi come una ‘Madre premurosa’. Un tesoro di inestimabile valore che la Comunità non può permettersi il lusso di perdere: per rispetto dei nostri antenati, nell’interesse dei nostri figli, si faccia tutto il possibile affinché la Casa resti il simbolo originale e autentico dell’orgoglio italo-montrealese. Ieri come oggi, oggi come domani!

Breve storia della Casa d’Italia a Montréal

1934 – La Colonia Italiana conta già molte migliaia di ‘anime’. Il Regio Console Generale, Giuseppe Brigidi, coadiuvato da A. Sebastiani, C. Catelli, S.Biffi, M. Paparelli e E. Pasquale,  promuove una sottoscrizione a favore della costruzione della Casa d’Itala.

1934 – Il sindaco di Montréal, Camillien Houde, dona alla Colonia italiana un appezzamento di terreno, all’angolo Jean-Talon e Berri, ove sorgerà la Casa D’Italia. Oltre 4.200, tra persone e organismi filantropici, contribuirono alla raccolta fondi

1º novembre 1936 – Inaugurazione ufficiale della Casa d’Italia con la sua Art déco. Architetto: Patsi (Pasquale) Colangelo. Contribuirono alla realizzazione della Casa d’Italia anche gli artisti Guido Casini e Guido Nincheri. Primo presidente fu A. Sebastiani, titolare della fabbrica di calzature “La Gioconda”.

Dal 1936 al 1940 – La Casa diventa sede del Dopolavoro e del Fascio di Montréal fondato dall’artista fiorentino ed ex capitano degli alpini: Guido Casini.

10 giugno 1940 – A seguito della dichiarazione di guerra dell’Italia all’Inghilterra, la Casa viene sequestrata dalle autorità federali. Oltre 200 persone vengono internate nei campi di concentramento di Petawawa e di Halifax, tra cui il sindaco Camillien Houde.

Dal 1940 al 1946 – La Casa viene trasformata in sede dell’esercito canadese.

1946 – Il sindaco Camillien Houde presenta il progetto di legge n. 174 all’Assemblea Legislativa del Québec.

1º gennaio 1947 – La Casa viene restituita alla Comunità italiana. Riapre al pubblico nel 1949 e diventa centro comunitario assistenziale e ricreativo. È tra le mura della Casa d’Italia che nascono diversi organismi comunitari che operano ancora ai giorni nostri.

2010 – Fino alla sua trasformazione in Centro Comunitario Petite Italie–Casa d’Italia, la Casa viene amministrata da una Corporazione Casa d’Italia. La Casa ha avuto 20 presidenti:  i più longevi sono stati Sam Capozzi (1979-1992) e Gaby Mancini (1997-2010).

2006 – Lancio di una raccolta fondi per alcuni lavori di ristrutturazione e ingrandimento.

2011 – Sedici mesi dopo, la Casa d’Italia riapre le porte e celebra il suo 75º anniversario.

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