Guido Nincheri patrimonio storico nazionale

Il prestigioso riconoscimento del governo di Ottawa

Da sinistra: il presidente Marc Poirier, il deputato Angelo Iacono, il Console Marco Riccardo Rusconi, Roger Nincheri e la consigliera Chantal Rossi

Da sinistra: il presidente Marc Poirier, il deputato Angelo Iacono, il Console Marco Riccardo Rusconi, Roger Nincheri e la consigliera Chantal Rossi (Foto: Dufresne-Nincheri museum)

Nel suo studio-laboratorio, situato al 1832 boul. Pie IX, è stata inaugurata una targa in onore del grande artista toscano

Montréal – Un altissimo riconoscimento che rende merito e onore alla grande influenza che ha avuto e continua ad avere la cultura italiana sullo sviluppo della civiltà nordamericana e, in particolare, sulla società canadese. Dal 24 maggio scorso, Guido Nincheri (1885-1973) è patrimonio storico nazionale: una decisione che il governo del Canada ha ufficiliazzato nel corso di una cerimonia che si è svolta presso il suo storico studio-laboratorio situato al 1832 boulevard Pie IX, a Montréal. Non soltanto un parco dedicato alla sua memoria (all’incrocio tra rue Rachel e boulevard Pie-IX): oggi Nincheri è sempre più protagonista della storia del Paese degli Aceri.  A fare le veci della Ministra dell’Ambiente e di Parcs Canada, Catherine McKenna, è stato il deputato federale di Alfred-Pellan, Angelo Iacono, che, insieme al nipote dell’artista, Roger Boccini-Nincheri, il presidente uscente del cda della “Société du Château-Dufresne-Nincheri”, Marc Poirier; il Console Generale d’Italia a Montréal, Marco Riccardo Rusconi; e la consigliera comunale, Chantal Rossi, hanno scoperto una targa – in francese, inglese e italiano – che la “Commissione dei Luoghi e Monumenti storici del Canada” ha dedicato all’artista di origine italiana. Con questo gesto, recita il comunicato stampa divulgato dal Ministero, Ottawa “si impegna a far conoscere ai suoi cittadini e alle sue cittadine gli eventi importanti che hanno contribuito alla ricchezza della storia e del patrimonio del loro Paese”. Questa la motivazione ‘scolpita’ sulla targa: “Grazie alla qualità, varietà ed entità delle sue opere, Nincheri ha avuto un impatto profondo sulla decorazione ecclesiastica della prima metà del XX secolo; specialmente diventando un esperto del buon fresco, una tecnica di pittura su intonaco fresco che veniva utlizzata raramente nell’America del Nord. Dopo un periodo di detenzione dovuto all’internamento di italo-canadesi durante la Seconda Guerra Mondiale, si trasferì negli Stati Uniti, dove continuò il suo lavoro, pur conservando lo studio di Montréal. Ha lasciato opere straordinarie, fra cui molti disegni per interni di chiese e vetrate colorate, contribuendo notevolmente alla tradizione italiana dell’arte religiosa del Canada”. Pittore, maestro di arte vetraria, decoratore, architetto, Guido Nincheri è stato un artista dal talento multiforme, al punto da essere soprannominato il “Michelangelo di Montréal”.

VITA E OPERE – Nato a Prato il 29 settembre 1885, dopo il diploma conseguito presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e dopo un breve soggiorno a Boston, nel 1914 Nincheri si trasferì a Montréal divenendo protagonista, fino alla morte, nel 1973, a Providence, negli Stati Uniti, di una lunga e brillante carriera. Una carriera disseminata di successi, come testimoniano gli oltre 200 edifici decorati in 116 località tra Canada e Stati Uniti e le oltre 5000 vetrate prodotte nel suo studio e disseminate nelle nove province canadesi e nei sei Stati della Nuova Inghilterra. Tra i pochi artisti in Canada ad aver utilizzato la tecnica del buon fresco, tecnica di pittura murale eseguita sull’intonaco ancora fresco, Nincheri la introdusse in Nord America con risultati apprezzati ancora oggi. Tra le sue realizzazioni, ricordiamo quella presso la Chiesa Madonna della Difesa, dipinto che ritrae Benito Mussolini a cavallo in mezzo a un gruppo di fedeli, quelle nelle chiese Saint Léon a Westmount e Saint-Viateur d’Outremont, oltre a quelle realizzate per lo stesso Château Dufresne, residenza dei fratelli Oscar e Marius Dufresne, personaggi di spicco della borghesia francese in Canada. Nel 1940, nel corso della Seconda guerra mondiale, Nincheri subì l’onta dell’arresto e dell’intermamento insieme ad un centinaio di italo-canadesi considerati “nemici dello Stato”, in quanto italiani. Rilasciato dopo tre mesi, Nincheri si trasferì negli Stati Uniti, senza mai smettere, però,  di dirigere il suo laboratorio-atelier di Montréal fino alla fine degli anni ‘60, quando decise di andare in pensione. (V.G.)

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