Québec | Governo nella bufera

IL PUNTO di Vittorio Giordano

Maxi tamponamento a catena sull’autostrada 13
Automobilisti intrappolati 
per ore al gelo e senza cibo

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Deprimente gioco dello scarica-barile: non è colpa di nessuno. Il Premier del Québec, Philippe Couillard, si scusa e lancia un’inchiesta indipendente. Per il Sindaco di Montréal, Denis Coderre, il Comune ha fatto la sua parte, ma quanto successo è “inaccettabile”. Due camionisti (di cui uno arrestato e poi rilasciato) all’origine dell’ingorgo. Saltano un Viceministro e due poliziotti della Sûreté du Québec. Quebecchesi inferociti: depositati due ricorsi collettivi

Inefficienza, incompetenza e improvvisazione: tre difetti che non avremmo mai pensato di affibbiare, tutti allo stesso tempo, ad una realtà organizzata e strutturata come quella quebecchese. Eppure, nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 marzo, è successo l’inimmaginabile. Soprattutto perché convinti (adesso un pò meno) che la nostra Provincia, da sempre teatro di inverni rigidi e nevosi, fosse super-attrezzata per superare brillantamente le emergenze legate al maltempo. Emergenze, peraltro, quasi sempre preannunciate con largo anticipo dai canali meteo specializzati. È inutile: non si può mai dare proprio nulla per scontato. E le certezze, purtroppo, sono fatte per essere smentite. E così, nella notte dell’ultima (speriamo) nevicata abbondante (fino a 70 cm) che ha bloccato tutto l’east coast nordamericano, e quindi anche il Québec, circa 300 autovetture, 500 persone in tutto, sono rimaste intrappolate sull’autostrada 13 a Montréal, non lontano dall’aeroporto Pierre-Elliott-Trudeau, tutta la notte, a partire dalle 20, fino a 12 ore, al freddo e al gelo, senza coperte termiche, acqua e cibo. Abbandonati al loro destino. Nonostante le centinaia di telefonate, la polizia provinciale e il Ministero dei Trasporti sono rimasti praticamente inermi fino alle 4 del mattino, quando le autorità hanno finalmente deciso di fermare l’austostrada ed i vigili del fuoco sono intervenuti per prestare i primi soccorsi. Nessun morto, ma qualche contuso e tanta paura mista a incredulità. Con un finale tragicomico: gli automobilisti sono stati addirittura costretti a pagare una multa di 218 $ per le spese di rimorchio. Oltre al danno, anche la beffa. ‘Cornuti e mazziati’, insomma. Naturalmente, sono stati rimborsati. C’è un limite anche all’indecenza! All’origine della tragedia sfiorata, ci sarebbe stato il rifiuto di due camionisti, bloccati dalla neve, di farsi rimorchiare a loro spese. I due sono stati identificati ed uno è stato anche arrestato, salvo poi essere rilasciato. I camionisti, dal canto loro, puntano il dito contro chi avrebbe dovuto garantire la circolazione attraverso la pronta pulizia della neve. In altre parole: le 300 autovetture rimaste intrappolate alle loro spalle non è dipeso da loro, ma dalla negligenza di chi non ha provveduto a spazzare la neve. Il giorno dopo, di buon’ora, il Primo Ministro Philippe Couillard, accompagnato da Martin Coiteux, Ministro della Sicurezza Pubblica, e da Laurent Lessard, Ministro dei Trasporti, si è scusato ufficialmente ed ha annunciato un’inchiestaindipendente, che sarà guidata dall’ex viceministro e direttore della Sûreté du Québec, Florent Gagné. La loro versione dei fatti, in sintesi: nessuno li ha allertati durante la notte e quindi sono rimasti, loro malgrado, ignari della gravità della situazione. È mancato il necessario coordinamento ai vertici. L’opposizione ha chiesto a gran voce le dimissioni di Coiteux e Lessard. Invano. A pagare (si fa per dire) è solo la Viceministra Anne-Marie Leclerc, che è stata sollevata dall’incarico del coordinamento della sicurezza pubblica (pur conservando le altre funzioni e il salario di 180 000 $). Provvedimenti anche alla Sûreté du Québec, che ha sospeso un tenente e un capitano, puniti per non aver gestito in maniera tempestiva il processo decisionale nella concitazione degli eventi. Il Sindaco di Montréal, Denis Coderre, ha definito quanto accaduto “inaccettabile” e “indifendibile”, dichiarando di aver avuto diverse tele-conferenze durante la serata e la notte col Ministero dei Trasporti (fino a una certa ora), la Polizia, i Pompieri, la Sicurezza pubblica del Comune, ma nessuno gli avrebbe fatto cenno degli automobilisti intrappolati sull’autostrada. Insomma, poteva scapparci il morto, ma nessuno fa veramente mea culpa. I quebecchesi sono inferociti: secondo un sondaggio Léger-Le Journal de Montréal-TVA, l’80% dà la colpa al Ministro dei Trasporti ed il 43% ne reclama le dimissioni. Nel frattempo sono già stati depositati al Palazzo di Giustizia due ricorsi collettivi: il primo reclama 2.500 $ per i danni materiali e morali subiti da ciascun automobilista, mentre il secondo pone l’accento sui rischi legati alla mancanza di sicurezza e ai rischi per la salute, imponendo al governo un piano di emergenza affinché questo fiasco non si ripeta più. Inutile difendere l’indifendibile: le autorità, ad ogni livello, hanno toppato clamorosamente. Le scuse e qualche funzionario silurato non bastano: il Ministro dei Trasporti abbia la dignità di dimettersi!

 

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