Uccisa da un pitbull: il governo agisca

La figlia reclama giustizia. E la gente chiede leggi più severe

Montréal – La morte di Christiane Vadnais, 55 anni, sbranata da un pitbull del vicino, mercoledì scorso sul retro della sua abitazione a Pointe-aux-Trembles, su rue Edgar-Prairie, ha scosso le coscienze dei quebecchesi. Fino ad un certo punto, però. Secondo un sondaggio Léger — TVA, infatti, il 72% dei cittadini auspica che spetti al governo intervenire legiferando in materia, contro il 27% che invece prospetta nuovi regolamenti a livello municipale. Attenzione, però: alla domanda, secca, se sia il caso di vietare o meno il possesso dei pitbull ‘tout court’, solo il 49% dice “sì”. E, nella fascia di età 25-34, addirittura l’80% si schiera per il “no”. Risultati che si possono spiegare con la naturale propensione dei quebecchesi in difesa degli animali. La stragrande maggioranza (93%), infatti, ritiene che i siano i proprietari i veri responsabili degli attacchi dei cani. E quindi, il 66% sostiene che il proprietario di un cane che ha attaccato a morte qualcuno dovrebbe essere automaticamente processato. Ed in questo il regolamento è ancora troppo carente, per il 60% degli intervistati.

Per il fratello della vittima, l’increscioso episodio (“Una morte orribile e disgustosa”, ha tuonato) deve servire da monito per cambiare i regolamenti sui cani pericolosi. Ed ha puntato il dito soprattutto contro i Municipi, colpevoli di non aver mai adottato un regolamento che vieti il possesso di cani come i pitbull. “Ci sono Comuni che lo hanno già fatto – ha continuato – mentre in Québec ci facciamo tante domande: le statistiche sono sotto gli occhi di tutti, basta giocare allo struzzo”. La sorella lavorava presso la Società di Trasporto (STM) ed è stata attaccata nel suo cortile dal pitbull del vicino (che si era da poco trasferito dal padre, ma che nel giorno dell’attacco non era in casa). “Nessuno è al riparo da questo pericolo”, ha aggiunto. Facendo presente che non basta istruire i proprietari: “I pitbull rappresentano una seria minaccia per la società”. La figlia unica della vittima è andata oltre ed ha chiesto che sia fatta giustizia: “Mi hanno tolto mia madre, qualcuno deve pagare: c’è stata una chiara negligenza da parte del proprietario, che avrebbe potuto tenere a bada il pitbull con una museruola o un guinzaglio”. Secondo Emilie, il governo deve prendere una posizione netta a livello legislativo, per evitare altre tragedie. Ma intanto un processo per “negligenza criminale” è sacrosanto. Per la cronaca, il cadavere della vittima sarà sottoposto ad autopsia, mentre il pitbull è stato abbattuto all’arrivo della polizia, mentre scodinzolava con  un atteggiamento aggressivo in un bagno di sangue. (V.G.)

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