Fort McMurray e il “ruggito” della Natura

Il Punto di Vittorio Giordano

Fort-McMurray

La Natura sa essere molto paziente, restando in ‘letargo’ per secoli; ma, quando viene sollecitata oltre misura, sa diventare letale e vendicativa, surclassando la forza ‘ingenuamente’ prevaricatrice dell’uomo. E non si tratta di una ‘Natura matrigna’, intesa come forza bruta e malefica, di leopardiana memoria: siamo noi, uomini, ad ‘abusarne’ scatenandone gli ‘istinti’ più violenti, un “contrappasso” a cui è impossibile sottrarsi. Come una mamma fin troppo premurosa che, per educare il figlio troppo vivace, lo punisce in maniera esemplare. In questo senso, il Mahatma Gandhi è stato profetico: “Il mondo ha le risorse per soddisfare i bisogni di tutti gli uomini, ma non il loro egoismo”. In questa lotta millenaria che vede l’uomo sfidare incoscientemente la Natura per soddisfare la sua insaziabile cupidigia, l’incendio di Fort McMurray sembra poter rientrare nella sagra della natura che reagisce violentemente alle provocazioni dell’uomo. In questo caso: un evento naturale estremo causato da cambiamenti climatici dovuti principalmente allo sfruttamento di combustibili fossili. Questa volta ‘Madre Natura’ non poteva scegliere una location più simbolica e beffarda: Fort McMurray, ovvero un’area nel nord dell’Alberta ricca di sabbie bituminose da cui viene estratto il petrolio greggio, la terza più grande riserva del mondo, dopo i “giacimenti” dell’Arabia Saudita e del Venezuela. Le stesse sabbie bituminose che avrebbero dovuto essere trasportate in Texas attraverso il contestatissimo oloedotto “Keystone XXL”. Il cuore dello sfruttamento che diventa anche il baricentro di un incendio famelico, Fort McMurray che si immola a vittima delle sue stesse trivelle. Il cerchio che si chiude. Ad oggi, non sono ancora chiare le cause che hanno scatenato il rogo: potrebbero essere di natura accidentale, come un mozzicone di sigaretta, oppure naturali, come un fulmine. Sempre più studiosi, però, puntano il dito contro il riscaldamento globale che sta contribuendo a rendere le foreste sempre più secche. “Secondo gli scienziati – scrive il “New York Times” – la perdita su larga scala di foresta potrebbe avere conseguenze gravi negli sforzi di limitare i danni causati dai cambiamenti climatici”. Le fiamme, nella regione di Fort McMurray, verso la fine dell’inverno non sono del tutto insolite, ma generalmente neppure così distruttive tanto da estendersi su una superficie di 2.415 chilometri quadrati. Una cosa è certa: agli inizi di maggio, a Fort McMurray, le temperature sono state più elevate del normale, la vegetazione secca, le piogge scarse, e così il numero di incendi è cresciuto a dismisura. Solo 330 quest’anno, il doppio del normale. In secondo luogo, le precipitazioni nevose al di sotto della media, in inverno, hanno portato ad un precoce scioglimento primaverile della neve ed un rapido aumento delle temperature. Infatti, le temperature a Fort McMurray, il 3 e 4 maggio, hanno raggiunto circa i 26-27 °C, valori solitamente presenti solo nelle giornate estive in luglio e agosto. Una situazione abnorme, che ha scatenato la furia della Natura: in questo caso incendi, ma ci sono stati e ci saranno sempre più tsunami, uragani, allagamenti, piogge torrenziali, scioglimenti di ghiacciai ed eruzioni vulcaniche. Il Canada di Justin Trudeau, comunque, sembra voler recepire il messaggio di Fort McMurray ed agire di conseguenza, garantendo una crescita economica sostenibile, a ridotte emissioni di carbonio, fondata su tecnologie pulite. Così come annunciato nella prima Legge di Bilancio. Del resto, il Premier era stato chiaro subito dopo la sua elezione: “Gli anni in cui il Canada è stato un partner recalcitrante sui temi ambientali appartengono al passato”. Un approccio coraggioso ma rischioso, visto che il Pil di Ottawa dipende, per il 10%, proprio dai combustibili fossili. Sta a Trudeau trovare il giusto equilibrio tra i conti in ordine, gli investimenti di multinazionali come Suncor, Statoil e Shell e la Natura, che reclama il rispetto delle sue immutabili e inviolabili leggi.

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