Oltre che di petrolio, Italia a secco di…Premier

Il Punto di Agostino Giordano

renzi343Matteo Renzi fu il primo capo di governo, due anni fa, ad incontrare Al Sisi, neo presidente dell’Egitto; oggi Renzi spara a palle incatenate contro Al Sisi, reo di non dare risposte certe sulla tragica morte di Giulio Regeni, giovane ricercatore friulano, collaboratore de ‘Il Manifesto’, ucciso a Il Cairo. Renzi, invece di battersi per portare a casa i due Marò, militari della Marina Italiana, ingiustamente dimenticati in mani indiane, ha creduto opportune creare, con Regeni, un altro incidente internazionale, un caso diplomatico, una ‘questione di Stato’. Ma mentre con l’India si è persa solo la faccia, con l’Egitto si perderà petrolio e gas, e tanto turismo. Forse nessuno ha informato Renzi che Al Sisi è un altro Mubarak: che se ne infischia delle sue richieste, anzi lo irride: “Caso strumentalizzato politicamente da Roma”. E pensare che l’Egitto è nostro alleato contro l’Isis!

Ma evidentemente Renzi è costretto a sollevare questo polverone per distogliere l’attenzione degli italiani dagli scandali, che si susseguono nel suo governo, e dalle puntuali ‘intemerate’ che si vanno compiendo in Parlamento; dove un Premier “abusivo” (come lo ha recentemente apostrofato Berlusconi), e ai minimi di gradimento, si affretta ad accettare le dimissioni del Ministro Guidi, si affanna a respingere l’ennesima richiesta di dimissioni del suo governo da parte di opposizione e piazza; si dimena a sgridare la magistratura per poi fare dietrofront; vuole chiudere la partita della Riforma Costituzionale entro questa settimana a colpi di ‘voti di fiducia’. E poi – primo caso nella storia repubblicana – Renzi cambia significato al ‘Referendum abrogativo’ (arma in dotazione alla minoranza): da posizione di maggioranza propone un Referendum Abrogativo sulle Trivelle in mare, dove, tra il votare ‘Si’ o ‘No’, la differenza è minima e ambigua; ma – qui sta la chicca – Lui, Renzi, fa il tifo per l’Astensione. E noi che da anni andiamo trovando un capo al partito dell’Astensione! Saputo che questo è il maggior partito italiano, Renzi ha fiutato l’affare e s’è lanciato, Boschi in testa. Forse a testare, e blandire, quell’astensione che in autunno sarà fondamentale per promuovere o abrogare la sua ‘mostruosa’ Riforma Costituzionale, al cui esito Renzi ha legato la sua permanenza a Palazzo Chigi.

A proposito di Davigo e della sua elezione a capo dell’Associazione Nazionale Magistrati, prendiamo atto che si continua, a carte scoperte, col più che ventennale ‘muro contro muro’ tra magistratura e politica. Ma il pm Buccini, della Procura di Venezia, di Magistratura Indipendente e molto votato, gli manda un messaggio chiaro: “L’Anm deve essere meno soggetto pubblico – se non politico – e più soggetto rappresentativo dei magistrati e del loro lavoro”. A ‘la Repubblica’, invece, dopo anni di linciaggio contro Berlusconi e la sua vita privata, adesso dalle stesse colonne, per i Ministri renziani, invocano la ‘privacy’! Ricordate la frase intercettata a Renzi su Letta? “Il Premier Letta? Non è che è cattivo…non è proprio capace!”. Per Davigo le intercettazoni non si toccano, e Renzi ha detto che non riformerà le intercettazioni. Ma che piglio! Che coerenza! E poi ci sono convulsioni varie, inspiegabili. Rosi Bindi che entra a gamba tesa nei palinsesti televisivi criticando Vespa per aver intervistato il figlio di Riina; mentre quando ‘liberamente’ Biagi intervistò Buscetta e Luciano Liggio nessuno fiatò; e nessuno deplorò Zavoli quando intervistava i più feroci terroristi rossi!

A Milano il candidato Passera, moderato, si ritira dalla corsa a sindaco di Milano e si allea con Parisi; e Sala, il candidato renziano sente sfuggirgli la vittoria ogni giorno che passa. A Roma, invece, è difficile mettere insieme le varie anime del centrodestra, Meloni in primis; mentre Bertolaso, il candidato di Berlusconi, tira dritto per la sua strada. Sul ‘Petrolio’, l’ex premier israeliana Golda Meir ebbe a fare questa considerazione: “Mosè ci ha portato per 40 anni in giro per il deserto, per condurci nell’unico posto del Medio Oriente che non ha petrolio”.

Israele, quindi, come l’Italia? Quasi. Ma qui, oltre che di petrolio, siamo a secco di…Premier.

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