30 miliardi di deficit
per infrastrutture e famiglie

Il Ministro delle finanze Morneau ha depositato il budget federale

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Ottawa – Comincia una nuova era per il Canada: il 22 marzo scorso, il Ministro delle Finanze Bill Morneau ha ufficializzato la Legge di Bilancio che rilancia gli investimenti massicci nelle infrastrutture e riconosce significativi aiuti alle famiglie. Due promesse elettorali che hanno sancito la spettacolare vittoria di Justin Trudeau alle recenti elezioni federeali. E che quindi il Primo Ministro non poteva non mantenere. Ma a che prezzo? Voltando le spalle all’equilibrio di bilancio (faticosamente raggiunto dal suo precedessore Stephen Harper dopo anni di tagli e di contenimento della spesa pubblica) e facendo ricorso ad un ‘deficit-monstre’ di 29.4 miliardi $ (per il 2016-2017), ovvero 3 volte quello prefigurato in campagna elettorale. I conti in rosso saranno un ‘male necessario’ con cui fare i conti anche nei prossimi anni: 29 miliardi nel 2017-2018 e 22.8 miliardi nel 2018-2019. Con la promessa (piuttosto difficile da realizzare) di tornare al pareggio prima della fine di questo mandato. Una scelta coraggiosa, ma anche rischiosa: il governo liberale scommette sul futuro, mira a rivitalizzare il mercato ed a stimolare la crescita con misure votate alla speranza e all’ottimismo. Prevista una crescita del PIL dello 0,5% per quest’anno e dell’1% l’anno prossimo. Un ‘New Deal’ di rooseveltiana memoria che dice basta all’austerità: lo stato torna ad investire con l’obiettivo di dare nuovo impulso alla crescita ed ai consumi. Approfittando anche del contesto economico nazionale favorevole, visto che il rapporto deficit/prodotto interno lordo è ‘solo’ del 31,2%. In caso di fallimento, però, la strategia potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang: i conti in rosso sarebbero una zavorra destinata a rallentare l’economia perché, senza un piano di rientro efficace, il deficit si tradurrebbe in dolorosi tagli o, peggio, in salate imposte per i contribuenti. In totale, il piano di spesa previsto nella Finanziaria 2016 è di 290 miliardi di dollari (cifra che salirà a 304,6 nel 2017-2018 e a 323,2 nel 2020-2021), mentre il debito complessivo sarà di 619,3 miliardi (destinato a salire fino a 732, 5 nel 2020-2021). Tra le misure principali, ricordiamo:

FAMIGLIE – 21.9 miliardi all’anno per finanziare la nuova ‘Allocazione Canadese per Bambini’ (ACE), più generosa e non imponibile: per esempio, una famiglia con 2 bambini ed un reddito fino a 90 mila $, riceverà 5650 $, cioè 2500 $ in più rispetto al sistema vigente. L’ACE prevede un massimo di 6400 $ per bambino con meno di 6 anni e di 5400 $ per un ragazzo dai 6 ai 17 anni.

INFRASTRUTTURE – 120 miliardi in 10 anni, ma di questi solo 4 miliardi saranno investiti nel 2016-2017, soprattutto nel trasporto pubblico.

ABORIGENI – 8,4 miliardi in 5 anni a favore delle Prime Nazioni

RADIO-CANADA: 75 milioni quest’anno e 150 l’anno prossimo per ‘salvare’ la televsione di stato.

VETERANI – 5,6 miliardi in 5 anni agli ex combattenti ed alle loro famiglie, con un’aumento dell’indennità di invalidità fino a 360 mila dollari.

ANZIANI: 3,4 miliardi in 5 anni: quelli meno abbienti avranno diritto ad un aumento del supplemento di reddito garantito e l’età pensionabile scende da 67 a 65 anni.

AMBIENTE – 2,9 miliardi in 5 anni.

Altri provvedimenti significativi: stanziati 36,1 miliardi di trasferimenti per la sanità, di cui 8,3 al Québec; 17,9 miliardi in perequazioni, di cui 10 al Québec; 21.1 miliardi per l’assicurazione-lavoro dei disoccupati (tempi di attesa ridotti da due a una settimana) e ristabilito il credito d’imposta del 15% sugli investimenti dei fondi dei lavoratori, come il ‘Fonds de solidarieté FTQ’ o il ‘Fonds Fondaction de la CSN; la base imponibile delle piccole e medie imprese scende dall’11 al 10,5%; credito d’imposta fino a 150 $ all’anno per le insegnanti nell’acquisto di materiale didattico; credito per gli studenti fino a 850 $ all’anno; borse di studio potenziate del 50% per studenti di scuole post-secondarie con reddito debole/medio.

OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO – Per la leader dei Conservatori, Rona Ambrose, “il deficit di 29 miliardi è imprudente e sarà un incubo per i contribuenti”. Secondo Thomas Mulcair, “questo budget non offre il cambiamento promesso di ridurre la distanza tra i ricchi e la maggioranza dei canadesi”, mentre per Rhéal Fortin, leader del Bloc québécois, “il budget è nefasto per il Québec”. 

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