Attentati in Burkina Faso
Fra le vittime sei quebecchesi
e un italiano

Burkina1

Ouagadougou  – La  follia estremista ha colpito ancora con una serie di attentati compiuti, il 15 gennaio scorso, a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso: nel mirino dei terroristi di Al Qaida il bar-ristorante “Il Cappuccino” e l’Hotel Splendid. Tra le vittime anche un italiano. Si tratta di un bambino di origini lucane che aveva solo 9 anni, Michel Santomenna, e che venerdì sera si trovava con la mamma nel bar-ristorante di suo padre Gaetano, il ‘Cappuccino’, a Ouagadougou. Con lui hanno perso la vita la mamma Victoria Yankovska, la zia Yana e la nonna, tutte e tre di nazionalità ucraina. Il padre Gaetano Santomenna (nato a Bella, in provincia di Potenza, poi trasferitiosi in Francia negli anni ’70), da anni residente a Ouagadougou, è titolare di un impero di panetterie e pasticcerie. Cordoglio per la morte del piccolo Michael è stato espresso dalle massime autorità dello Stato. Il procuratore di Ouagadougou, Maïza Sérémé, ha riferito che 22 delle 29 vittime sono state identificate, anche se c’è ancora confusione sulle diverse nazionalità. Al momento si contano, tra i morti, almeno 7 cittadini del Burkina Faso, due francesi, un portoghese, due svizzeri, un americano, un olandese, un libico, quattro ucraini, un italiano e sei canadesi. Questi ultimi provengono tutti della Provincia del Québec, come hanno confermato sia il Primo Ministro Justin Trudeau che il suo omologo provinciale Philippe Couillard, che hanno condannato duramente l’atto terroristico: i 4 membri di una famiglia residente a Lac-Beauport (Gladys Chamberland, la moglie Yves Carrier ed i figli Charlelie e Maude) insieme agli amici Louis Chabot e Suzanne Bernier. Le 6 vittime si trovavano in Africa da dicembre, nell’ambito di una missione umanitaria, per costruire una scuola. Il Paese africano ha decretato tre giorni di lutto nazionale. E c’è ancora incertezza su quanti terroristi siano rimasti uccisi nel blitz delle forze di sicurezza locali, affiancate dai militari francesi, arrivati in aiuto dal vicino Mali dove sono impegnati nell’operazione Barkhane.

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